Istituto Comprensivo "G. Parini" di Camposampiero

Scuole dell'Infanzia, primarie, secondaria di primo grado, punto erogazione CPIA

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Vado a scuola

alt"Si dimentica spesso che la scuola è un'opportunità. In certe regioni del mondo, ancora oggi il cammino per la scuola è un percorso per combattenti e il sapere una conquista. Ogni mattina, talvolta a rischio della vita, dei ragazzi s'impegnano sul cammino della conoscenza. Questi scolari sono gli eroi della loro storia. Di storie vere" - spiega il regista Pascal Plisson del film documentario "Vado a scuola", che afferma inoltre che "l'istruzione è fondamentale, la scuola è una benedizione e ogni bambino deve essere aiutato a sviluppare il proprio potenziale, sia che viva in un angolo sperduto del pianeta, sia nelle nostre città".

Per chi fosse interessato e incuriosito il film è in programmazione al Cinema Teatro Giardino di S. Giorgio delle Pertiche giovedì 28 novembre p.v. alle ore 21.00.

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La scuola raccontata

La grande preoccupazione per il destino della nostra scuola, e dunque per il nostro futuro di paese vivo ealt consapevole,si può percepire anche dal numero sempre crescente di libri dedicati al problema dell’educazione, all’inquietudine degli adolescenti, allo spaesamento degli insegnanti. Sono di recente pubblicazione alcuni libri che, da punti di vista diversi, convergono sul tema:Elogio del ripetente” di Eraldo Affinati (Mondadori); Tutti in classe” di Alex Corlazzoli (Einaudi); “La scuola che vorrei” di Scotto Luzio (Bruno Mondadori).

La sostanza di questi tre volumi evidenzia un dilemma di fondo: da un lato la scuola italiana vorrebbe agganciarsi al modello anglosassone, produrre conoscenze certificabili, formare studenti che siano oggettivamente pronti a entrare nel mondo del lavoro. In base a questo modello ogni studente dovrà saper mettere le crocette al posto giusto, dimostrando in modo inequivocabile di possedere competenze utili. Dall’altro lato però, aumenta il disagio sociale e culturale, le scuole sono piene di studenti carichi di problemi esistenziali, la fragilità psicologica cresce a dismisura. Più il mondo pretende qualità sicure, efficienza, docili risorse umane, più la scuola si trova ad affrontare un malessere diffuso, ragazzi complicati, infelici, smarriti.

4 Novembre: il ricordo dei caduti in guerra ci stimoli ogni giorno a lavorare per la pace

Il 4 novembre si celebra il "Giorno dell'Unità Nazionale" e la "Giornata delle Forze Armate", in ricordo della fine della prima guerra mondiale. La giornata fu dichiarata festa nazionale nel 1922. L'Italia il 4 novembre, commemorando i suoi caduti, ricorda la data in cui andò a compimento il processo di unificazione nazionale che, iniziato in epoca risorgimentale, aveva portato alla proclamazione del Regno d'Italia il 17 marzo 1861. Fu proprio durante la Prima Guerra Mondiale che gli italiani si trovarono per la prima volta fianco a fianco, legati indissolubilmente l'un l'altro sotto la stessa bandiera. L'Italia dimostrò di essere una Nazione e alimentò un grande senso di appartenenza. Il popolo italiano, in questa giornata, onora il sacrificio di oltre seicentomila soldati che, a costo della propria vita, ricostituirono l'unità della Patria.          

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                                                             Lettera dell'assessore regionale Elena Donazzan

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Serata riuscitissima

Soltanto superlativi per l’Apery show benefico organizzato dai genitori dei nostri alunni al Tezzon: serata riuscitissima. La pioggia, caduta in abbondanza, non ha limitato la partecipazione. E’ stato tutto un susseguirsi di arrivi,  costituiti quasi esclusivamente da giovani, tutti alti, tutti belli, tutti vestiti di scuro. Luci psichedeliche, ottima musica dal vivo, buffet squisito. Chiacchiere, risate, commenti. Incontri imprevisti. Ore trascorse in serenità e amicizia. Tutto gratuito, offerto dagli sponsor, ad eccezione delle bibite. Il ricavato della vendita sarà devoluto, dai genitori, in parte alla scuola primaria di Camposampiero e in parte all’Associazione “La via di Natale” per malati terminali di Aviano. Non ci sono parole da aggiungere: vale la pena di vivere serate così, immersi in una generosità che scalda il cuore. Grazie.

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Proclamato il lutto nazionale

Mare, dentro di te sta il mio amore. 
Hai preso la sua anima e il suo cuore. 
Mare, riportala a riva, fammi parlare di nuovo con lei. 
Cercala ovunque, trovala, fallo per me. 
Mare riportami l'amore della mia anima
Insieme ai suoi compagni pellegrini di questo destino.
Creature del mare, siete voi gli unici testimoni di questa storia 
E allora ditemi: quali sono state le sue ultime parole prima di partire 
Mare! 
Non sei tu il mare? E allora rispondimi!
 
Tesfay Mehari,  cantante eritreo, che dedica questo pezzo alla donna che ha perso nei mari d'Italia.

1 ottobre: la scuola media unica e obbligatoria compie 50 anni. Auguri!

Tratto da La tecnica della scuola.

Fu una grande Riforma. Già nel 1923 era stato istituito da Giovanni Gentile l'obbligo a 14 anni, ma rimase lettera morta fino al 1962. Quando il 42% degli italiani aveva solo la licenza elementare, appena il 10% quella di scuola media inferiore e oltre l’8% erano analfabeti. Sono passati dieci lustri da quell'evento, datato 1° ottobre 1963, derivante da una vera stagione riformista, che avvicinò anche sul fronte della formazione scolastica l'Italia agli altri Paesi, non solo europei. A dire il vero la legge di riforma della scuola media, che diventò obbligatoria e gratuita per tutti, fu appraltovata qualche mese prima, nel 1962: era il 31 dicembre, ma poi il vero debutto tra i banchi avvenne nell’ottobre dell'anno successivo. Per la verità già una quarantina di anni prima, nel 1923 era stato istituito ufficialmente da Giovanni Gentile l'obbligo a 14 anni per aderire a una convenzione internazionale. Ma per la stragrande maggioranza dei ragazzi italiani di fatto rimase lettera morta fino, appunto, al 1962. E questo nonostante che dal 1948 anche un articolo della Costituzione imponesse un obbligo di frequenza scolastica di almeno otto anni. Nei primi anni '60 il livello di analfabetismo in Italia era ancora alto, 8,30%, con percentuali più alte per le donne rispetto agli uomini; il 42% degli italiani aveva appena la licenza elementare e soltanto

5 ottobre: Giornata mondiale degli insegnanti

alt"Ogni giorno gli insegnanti creano il dialogo", questo è il tema della 10ª giornata mondiale degli insegnanti.
Istituita dall'UNESCO nel 1993, durante la Conferenza Internazionale sull'Educazione, questa giornata mondiale vuole ricordare l'importanza strategica di una professione troppe volte sottovalutata.
Nel mondo ogni giorno 55 milioni di insegnanti (quasi l'1% della popolazione mondiale) lavorano con oltre un miliardo di bambini, ragazzi, giovani, per favorire la crescita civile e culturale delle nuove generazioni. Docenti che, giorno per giorno, promuovono e costruiscono, con i loro studenti, i valori del dialogo, della tolleranza, del rispetto e della solidarietà, che sono le basi del vivere democratico.