Istituto Comprensivo "G. Parini" di Camposampiero

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Notizie dalla Scuola Secondaria di primo grado "G. Parini"

IL GIOCO DELL’ATTORE

Il 17 novembre inizia il laboratorio teatrale “Il gioco dell’attore” condotto dalla prof.ssa Maria Elvira Rostellato in collaborazione con la classe terza D, fino alla fine di aprile.

La prima parte del percorso si concluderà il 27 gennaio con una rappresentazione dedicata alla giornata della memoria: le classi terze sono invitate ad assistere allo spettacolo che verrà riproposto anche per i genitori.

La seconda parte del laboratorio prevede la realizzazione di uno spettacolo su tema/soggetto scelto dai ragazzi.

Nel secondo quadrimestre il laboratorio teatrale verrà attivato anche per la classe seconda C e si concluderà con una rappresentazione sulla classe e le sue caratteristiche: “La classe seconda C si mette in scena”. Il laboratorio si svolgerà durante una delle ore di Inglese e sarà condotto dalla prof.ssa Rostellato.

Le classi della scuola sono invitate ad assistere agli spettacoli e saranno coinvolte in “palco aperto” portando, alla fine delle rappresentazioni, un loro pensiero, un gesto, una testimonianza mettendosi a loro volta “in scena”.

A TUTTA MUSICA!

altInizio d’anno scolastico all’insegna della musica per gli alunni della scuola secondaria “Parini”.alt Si sono già tenuti infatti tre lezioni-concerto, diversificate nella tipologia in base alla fascia d’età a cui sono stati rivolti: -28 settembre.  Incontro del gruppo musicale “Daudasha” con le classi seconde, con esecuzioni di brani strumentali e vocali; 3 ottobre. Incontro gruppo di percussionisti con le classi prime, con esecuzione di brani ritmici; 7 ottobre e 12 ottobre.

Primo approccio all’opera lirica con il maestro Cristiano Zanellato che ha introdotto gli alunni delle classi terze al mondo operistico trattando “La traviata” di Giuseppe Verdi.

Tutti gli alunni hanno aderito e risposto con grande entusiasmo, grazie alla professionalità e competenza dei musicisti che hanno gratuitamente offerto queste opportunità. Particolarmente significativo è stato vedere l’interesse degli alunni di terza all’opera lirica, segno che non esiste una musica “giovane” e una musica “vecchia”, né generi musicali preclusi ai giovanissimi ma che, se adeguatamente proposta, la musica dei grandi compositori può destare curiosità e, ci si augura, trasformarsi in piacere e passione.alt

Ringraziamo di cuore il gruppo “Daudasha”, il gruppo percussionisti con Michele Osto e il Maestro Cristiano Zanellato.alt

PROGETTO COMPITI INSIEME

FANGO E GLORIA

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Quest’anno c’è stato il centenario della prima guerra mondiale ed io, alunno di prima media, ho vissuto questo momento storico vedendo film sulla grande guerra, discutendone in classe con il prof di Lettere, partecipando a vari concorsi letterari e guardando i lavori che tutto il comprensivo ha fatto per la mostra, che è ancora visibile nell’atrio della scuola media.

 Però il momento che mi ha colpito di più sono stati i due incontri con l’esperto- collezionista Gianfranco Caccin. Lui ci ha spiegato che i soldati erano anche giovani di 17-18 anni. Di solito stavano nelle trincee, dei fossi che con la pioggia si riempivano d’acqua ed erano morsi dai topi e dalle cimici e dai pidocchi. Non mangiavano benissimo e usavano delle scatolette che sembravano quelle del tonno. A volte facevano i buchi sulla gavetta per farla diventare uno scolapasta.

Un altro grave problema era l’acqua: spesso mancava e loro bevevano la loro pipì, a volte si erano ridotti a bere il liquido del radiatore con l’ammoniaca che li aveva avvelenati e per questo sono morti.

La trincea era difesa dal filo spinato che dovevano tagliare con la tenaglia. Quelli scelti per questo compito erano davvero sfortunati perché al chiaro di luna potevano essere visti e uccisi dai nemici; ma se avevano paura e tentavano di tornare indietro erano i propri compagni che sparavano loro addosso. Spesso i soldati morivano anche per un graffietto perché non c’erano antibiotici. A volte i giovani si nascondevano per non andare in guerra e se venivano spediti in guerra capitava che si sparassero ai piedi, alle dita e ai lobi delle orecchie per poter andarsene a casa.

I compagni di guerra erano la loro famiglia ed è capitato che un soldato che era stato ferito ad una coscia sia stato portato in spalla e in barella dai suoi compagni per oltre 300 km fino al primo ospedale da campo.

Anche le donne e i bambini facevano la guerra lavorando nelle fabbriche dove si facevano le armi. Io ho visto gli elmetti distrutti dalle granate e  il signor Caccin ci ha detto che per lanciare una granata si doveva essere davvero bravi e aspettare il momento giusto altrimenti ti scoppiava in mano e ti feriva o uccideva oppure non faceva nulla al nemico.

Il momento più emozionante, però, è stato l’alzabandiera con la bandiera italiana.

Sono rimasto davvero colpito da queste informazioni, non pensavo che succedessero davvero queste cose.

“CIO’ CHE UN PROF SCRIVE SULLA LAVAGNA DELLA VITA NON POTRA’ MAI ESSERE CANCELLATO”

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“Gli anni con gli anni marciano, rondini  e tartarughe

Luce di belle estati, pomeriggi di tedio

I figli e i fogli crescono, con le righe  e le rughe

Nei passi di progetti, di lezioni e di studio

Nei visi dei bambini, poi ragazzi e ragazze

Che vengono per chiedere, e che alla fine danno

La scuola nelle scuole, la spesa nelle piazze

La pazienza che occorre per cominciare un anno

Gli anni son passati, questo devono fare

Onde di tanti giovani in una vita sola

E poi alla fine arriva l’ora di salutare

Di restituire il compito di una vita di scuola

La pensione comincia, la fatica è finita

Ma non si va in pensione dal senso di una vita

Non si dismette un compito portato con onore

Non si va in pensione da un nome:

Professore”

(Bruno Tognolini, Rime Raminghe)

A SPASSO PER CAMPOSAMPIERO MEDIEVALE

altLa mattina del 22 maggio siamo usciti a conoscere Camposampiero medievale con una ex alunna del nostro prof, Valeria Martellozzo. Siamo andati in giro per Camposampiero per scoprire com’era la nostra città nel Medioevo. La mattina era piovosa e la pioggia e le auto che passavano di continuo hanno un po’ disturbato le nostre due classi in uscita. Qualche informazione, però, l’abbiamo capita.

 Nel Medioevo Camposampiero era un castello posto nella parte più alta della città e  circondato dal fiume Vandura e nelle mani di una antica, ma poco conosciuta famiglia, di cui non conosciamo l’origine certa.

La piazza che c’è adesso era un mercato dove si vendeva il grano e i Veneziani compravano legna che usavano per creare la loro galleggiante città. Solo dopo la prima guerra mondiale, ottenuta la vittoria, la piazza prese il nome di Piazza Vittoria, ora piazza Castello.

Le vie prendevano il nome delle chiese. La chiesetta della salute era la chiesa di San Giacomo, ma gli abitanti furono colpiti dalla peste nera e promisero, in cambio della guarigione, di dedicare la chiesa alla Madonna e così è stato.

Durante uno scavo hanno anche scoperto che c’era un pozzo sotto il municipio di cui prima si ignorava l’esistenza.

Dopo il ritorno a scuola non ho fatto altro che pensare a questa lezione per tutta la giornata. Nonostante la pioggia è stato bellissimo!

A TUTTI I BIMBI IN SALITA E AI LORO INSEGNANTI

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 “Ci son bambini burattini stanchi

Che vivono una faticosa vita

Per strada, nelle camere, tra i banchi

Sono sempre in salita

Ogni frase da dire è una montagna

Da scalare fra picchi e scogli sparsi

Ogni passo con pena si guadagna

Per loro camminare è arrampicarsi

Fatica per vedere, fatica per sentire

Pesa un quintale un foglio preso in mano

Durissimo studiare, difficile capire

Il mondo è ripido, scosceso e strano

Ma la salita fa gambe muscolose

Loro non se ne sono mai accorti

Ma i burattini dalle vite faticose

Nascosti dentro hanno bambini forti

E tutti noi che siamo un po’ il contrario

E il burattino è dentro, ben nascosto

Con loro abbiamo un modo straordinario

Per fargli prender aria, anche per poco

Facciamo qualche gioco

Che ci scambi di posto.